LEZIONI DIFFICILI
Jester guardava il soffitto della stanza con sguardo vacuo. Il corpo debolmente rilassato su un troppo morbido materasso e le mani giunte dietro la nuca come a sorreggere la testa. La ormai familiare stanza, illumnata da una debole luce, rifletteva ombre ondulate di una candela ormai al termine della sua vita. I pensieri si affollavano confusi nella sua mente rendendolo cieco e debole come quella gente vista il giorno prima al mercato di Gwynned. Il giovane monaco cercava di schiarirsi la mente, di focalizzare ciò che poteva essergli utile nel miasma contorto della sua mente.
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Il giovane monaco ripensò alle parole del maestro, forse era quello che desiderava per lui, una vita vissuta dalla quale imparare, imparare i propri limiti e quelli di chi gli stava intorno. Imparare come la sua sola presenza potesse influenzare quella di un’altra persona. Jester non apprese la lezione pienamente, la fine di tutto gli sembrò molto lontana mentre il soffitto spariva coperto dalle palpebre ormai stanche e desiderose di riposo.